Discussioni su virus e antivirus
 

Richiedono password a mio nome????
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STEFANO 10 Set 2016 10:45
Ho ricevuto questa mail:
http://www.picpaste.com/PW_FB-oBZMFnvZ.jpg
E' una mail fasulla o se é autentica proveniente da Facebook come é
possibile che qualcuno possa fare una tale richiesta a mio nome?
Leonardo Serni 10 Set 2016 11:09
On Sat, 10 Sep 2016 10:45:33 +0200, "STEFANO" <mailinv@lida.it> wrote:

>Ho ricevuto questa mail:
>http://www.picpaste.com/PW_FB-oBZMFnvZ.jpg
>E' una mail fasulla o se é autentica proveniente da Facebook come é
>possibile che qualcuno possa fare una tale richiesta a mio nome?

Facilissimo. Metti che ti chiami Stefano Rossi e c'hai la mail su gmail.

Arriva uno che si chiama pure lui stefano rossi, apre la mail su gmail e gmail
gli
dice "Già preso, prova stefanorossi1968 at gmail.com". Lui lo fa.

Giorni dopo soprappensiero entra in facebook da un PC nuovo che non ha la
password
salvata, e come utente mette "stefanorossi" invece di "stefanorossi1968".

La SUA password ovviamente non apre il TUO account. Quindi facebook gli chiede
"Ti
sei scordato la password? Reimpostala".

E zac, la richiesta arriva a te.

Leonardo
--

A terrible beauty is born.
- W. B. Yeats, Easter 1916
STEFANO 10 Set 2016 11:33
Il fatto é che la mia mail non é con gmail...

"Leonardo Serni" ha scritto nel messaggio
news:jaj7tbtdq5f02gmslu3i92o74q7h4nt5ss@L.Serni...

On Sat, 10 Sep 2016 10:45:33 +0200, "STEFANO" <mailinv@lida.it> wrote:

>Ho ricevuto questa mail:
>http://www.picpaste.com/PW_FB-oBZMFnvZ.jpg
>E' una mail fasulla o se é autentica proveniente da Facebook come é
>possibile che qualcuno possa fare una tale richiesta a mio nome?

Facilissimo. Metti che ti chiami Stefano Rossi e c'hai la mail su gmail.

Arriva uno che si chiama pure lui stefano rossi, apre la mail su gmail e
gmail gli
dice "Già preso, prova stefanorossi1968 at gmail.com". Lui lo fa.

Giorni dopo soprappensiero entra in facebook da un PC nuovo che non ha la
password
salvata, e come utente mette "stefanorossi" invece di "stefanorossi1968".

La SUA password ovviamente non apre il TUO account. Quindi facebook gli
chiede "Ti
sei scordato la password? Reimpostala".

E zac, la richiesta arriva a te.

Leonardo
--

A terrible beauty is born.
- W. B. Yeats, Easter 1916
STEFANO 10 Set 2016 11:36
....però evidentemente é come ce l'ha lui...

"STEFANO" ha scritto nel messaggio news:nr0k50$meg$1@gioia.aioe.org...

Il fatto é che la mia mail non é con gmail...

"Leonardo Serni" ha scritto nel messaggio
news:jaj7tbtdq5f02gmslu3i92o74q7h4nt5ss@L.Serni...

On Sat, 10 Sep 2016 10:45:33 +0200, "STEFANO" <mailinv@lida.it> wrote:

>Ho ricevuto questa mail:
>http://www.picpaste.com/PW_FB-oBZMFnvZ.jpg
>E' una mail fasulla o se é autentica proveniente da Facebook come é
>possibile che qualcuno possa fare una tale richiesta a mio nome?

Facilissimo. Metti che ti chiami Stefano Rossi e c'hai la mail su gmail.

Arriva uno che si chiama pure lui stefano rossi, apre la mail su gmail e
gmail gli
dice "Già preso, prova stefanorossi1968 at gmail.com". Lui lo fa.

Giorni dopo soprappensiero entra in facebook da un PC nuovo che non ha la
password
salvata, e come utente mette "stefanorossi" invece di "stefanorossi1968".

La SUA password ovviamente non apre il TUO account. Quindi facebook gli
chiede "Ti
sei scordato la password? Reimpostala".

E zac, la richiesta arriva a te.

Leonardo
--

A terrible beauty is born.
- W. B. Yeats, Easter 1916
Leonardo Serni 10 Set 2016 12:50
On Sat, 10 Sep 2016 11:36:04 +0200, "STEFANO" <mailinv@lida.it> wrote:

>....però evidentemente é come ce l'ha lui...

O quasi. Se finisce con un numero o roba così, è facile che la gente si
sbagli.

Sostanzialmente, io non me ne preoccuperei.

===

A me è successo di peggio: un tizio con un conto alla mia banca col codice
molto
simile ha cercato di loggarsi sullo ******* banking con il suo PIN.

Ovviamente non è stato accettato.

Non capacitandosi ("Eppure il PIN è questo!"), ci ha riprovato. E ancora. E
alla
quinta volta, la banca ha bloccato l'accesso allo ******* banking.

E a me è arrivato un SMS che diceva "L'accesso al suo conto è stato bloccato
per
motivi di sicurezza. Telefoni a <NOME BANCA> allo 800-..., per ottenere un nuovo
PIN".

*Ho controllato* e infatti non mi faceva più entrare :-(

Leonardo
--

A terrible beauty is born.
- W. B. Yeats, Easter 1916
edevils 10 Set 2016 16:32
On 10/09/2016 12:50, Leonardo Serni wrote:
> On Sat, 10 Sep 2016 11:36:04 +0200, "STEFANO" <mailinv@lida.it>
> wrote:
>
>> ....però evidentemente é come ce l'ha lui...
>
> O quasi. Se finisce con un numero o roba così, è facile che la gente
> si sbagli.
>
> Sostanzialmente, io non me ne preoccuperei.
>
> ===
>
> A me è successo di peggio: un tizio con un conto alla mia banca col
> codice molto simile ha cercato di loggarsi sullo ******* banking con il
> suo PIN.
>
> Ovviamente non è stato accettato.
>
> Non capacitandosi ("Eppure il PIN è questo!"), ci ha riprovato. E
> ancora. E alla quinta volta, la banca ha bloccato l'accesso allo ******* >
banking.
>
> E a me è arrivato un SMS che diceva "L'accesso al suo conto è stato
> bloccato per motivi di sicurezza. Telefoni a <NOME BANCA> allo
> 800-..., per ottenere un nuovo PIN".
>
> *Ho controllato* e infatti non mi faceva più entrare :-(
>
> Leonardo


In effetti certi limiti al numero di tentativi paiono troppo bassi.
Per esempio il classico PIN delle schedine telefoniche. Se sbagli il PIN
tre volte si blocca la SIM. Se per caso non hai conservato il codice PUK
di sblocco, e per tua disgrazia usi TIM che non ti permette di
recuperarlo, devi cambiare scheda SIM, a pagamento.
Luca 10 Set 2016 17:26
Leonardo Serni:

> On Sat, 10 Sep 2016 10:45:33 +0200, "STEFANO" <mailinv@lida.it> wrote:
>
>>Ho ricevuto questa mail:
>>http://www.picpaste.com/PW_FB-oBZMFnvZ.jpg
>>E' una mail fasulla o se é autentica proveniente da Facebook come é
>>possibile che qualcuno possa fare una tale richiesta a mio nome?
>
> Facilissimo. Metti che ti chiami Stefano Rossi e c'hai la mail su gmail.
>
> Arriva uno che si chiama pure lui stefano rossi, apre la mail su gmail e gmail
gli
> dice "Già preso, prova stefanorossi1968 at gmail.com". Lui lo fa.
>
> Giorni dopo soprappensiero entra in facebook da un PC nuovo che non ha la
password
> salvata, e come utente mette "stefanorossi" invece di "stefanorossi1968".
>
> La SUA password ovviamente non apre il TUO account. Quindi facebook gli chiede
"Ti
> sei scordato la password? Reimpostala".
>
> E zac, la richiesta arriva a te.

Adesso, giusto perché cinque minuti non ho niente da fare, mi sono divertito
ad attivare la procedura di recupero password dell'account stefano.rossi su
gmail. Ho saltato tutte le "domande di sicurezza" fino a "per quale squadra
tifi?". Lì ho tirato a indovinare, ci ho messo "milan". Non so se l'ho
azzeccata, fatto sta che a quel punto m'ha chiesto un'indirizzo qualsiasi per
mandarmi il codice per il recupero password, dicendo solo che "era meglio" che
fosse già stato inserito nell'account, ma non necessario. Infatti ci ho messo
un indirizzo mio e m'è arrivato il codice da inserire nella pagina successiva
per cambiare la password.

Qui mi sono fermato, non so che sarebbe successo se fossi andato avanti,
epperò se questa è sicurezza... :-/

--
Luca - e-mail: p.stevens at libero.it
edevils 10 Set 2016 20:05
On 10/09/2016 17:26, Luca wrote:
> Leonardo Serni:
>
>> On Sat, 10 Sep 2016 10:45:33 +0200, "STEFANO" <mailinv@lida.it>
>> wrote:
>>
>>> Ho ricevuto questa mail:
>>> http://www.picpaste.com/PW_FB-oBZMFnvZ.jpg E' una mail fasulla o
>>> se é autentica proveniente da Facebook come é possibile che
>>> qualcuno possa fare una tale richiesta a mio nome?
>>
>> Facilissimo. Metti che ti chiami Stefano Rossi e c'hai la mail su
>> gmail.
>>
>> Arriva uno che si chiama pure lui stefano rossi, apre la mail su
>> gmail e gmail gli dice "Già preso, prova stefanorossi1968 at
>> gmail.com". Lui lo fa.
>>
>> Giorni dopo soprappensiero entra in facebook da un PC nuovo che non
>> ha la password salvata, e come utente mette "stefanorossi" invece
>> di "stefanorossi1968".
>>
>> La SUA password ovviamente non apre il TUO account. Quindi facebook
>> gli chiede "Ti sei scordato la password? Reimpostala".
>>
>> E zac, la richiesta arriva a te.
>
> Adesso, giusto perché cinque minuti non ho niente da fare, mi sono
> divertito ad attivare la procedura di recupero password dell'account
> stefano.rossi su gmail. Ho saltato tutte le "domande di sicurezza"
> fino a "per quale squadra tifi?". Lì ho tirato a indovinare, ci ho
> messo "milan". Non so se l'ho azzeccata, fatto sta che a quel punto
> m'ha chiesto un'indirizzo qualsiasi per mandarmi il codice per il
> recupero password, dicendo solo che "era meglio" che fosse già stato
> inserito nell'account, ma non necessario. Infatti ci ho messo un
> indirizzo mio e m'è arrivato il codice da inserire nella pagina
> successiva per cambiare la password.
>
> Qui mi sono fermato, non so che sarebbe successo se fossi andato
> avanti, epperò se questa è sicurezza... :-/

Dopo aver letto il tuo post ho fatto una prova su un mio account Gmail,
simulando di aver dimenticato la password. Ho quindi fornito la risposta
alla domanda di sicurezza precedentemente impostata. A quel punto il
sistema non mi ha neanche chiesto un'email secondaria per verifica, mi
ha dato direttamente la possibilità di resettare la password, senza
dover ricevere codici.
Può anche darsi che la procedura "semplificata" dipenda dal fatto che ha
riconosciuto IP e browser con cui ero collegato fino a pochi momenti
prima (avevo fatto logout e poi subito tentativo di login), non so.
Comunque mi pare una debolezza nella sicurezza Gmail, considerando che
c'è tanta gente che usa risposte "di sicurezza" statisticamente
prevedibili (o addirittura conoscibili con poco sforzo) come appunto Per
che squadra di calcio tifi? Milan!
Tocca tifare per squadre di serie D di qualche campionato africano ;-)
Luca 10 Set 2016 23:01
edevils:

> On 10/09/2016 17:26, Luca wrote:
>> Adesso, giusto perché cinque minuti non ho niente da fare, mi sono
>> divertito ad attivare la procedura di recupero password dell'account
>> stefano.rossi su gmail. Ho saltato tutte le "domande di sicurezza"
>> fino a "per quale squadra tifi?". Lì ho tirato a indovinare, ci ho
>> messo "milan". Non so se l'ho azzeccata, fatto sta che a quel punto
>> m'ha chiesto un'indirizzo qualsiasi per mandarmi il codice per il
>> recupero password, dicendo solo che "era meglio" che fosse già stato
>> inserito nell'account, ma non necessario. Infatti ci ho messo un
>> indirizzo mio e m'è arrivato il codice da inserire nella pagina
>> successiva per cambiare la password.

> Dopo aver letto il tuo post ho fatto una prova su un mio account Gmail,
> simulando di aver dimenticato la password. Ho quindi fornito la risposta
> alla domanda di sicurezza precedentemente impostata. A quel punto il
> sistema non mi ha neanche chiesto un'email secondaria per verifica, mi
> ha dato direttamente la possibilità di resettare la password, senza
> dover ricevere codici.
> Può anche darsi che la procedura "semplificata" dipenda dal fatto che ha
> riconosciuto IP e browser con cui ero collegato fino a pochi momenti
> prima (avevo fatto logout e poi subito tentativo di login), non so.
> Comunque mi pare una debolezza nella sicurezza Gmail, considerando che
> c'è tanta gente che usa risposte "di sicurezza" statisticamente
> prevedibili (o addirittura conoscibili con poco sforzo) come appunto Per
> che squadra di calcio tifi? Milan!
> Tocca tifare per squadre di serie D di qualche campionato africano ;-)

Ho riprovato, alla domanda della squadra gli ho risposto prima "napoli" invece
che "milan" e poi niente del tutto, ma la mail col codice è sempre arrivata lo
stesso. Per andare avanti e vedere che succede ho fatto la stessa cosa con un
account mio, e inserendo il codice ottenuto dopo aver sbagliato la risposta,
il risultato è stato un "Google non è riuscita a verificare la tua identità,
quindi al momento non puoi accedere a questo account."

Certo, se Stefano Rossi fosse stato davvero tifoso del Milan...

--
Luca - e-mail: p.stevens at libero.it
Yorgos 11 Set 2016 09:05
Il Sat, 10 Sep 2016 20:05:43 +0200, edevils ha scritto:

> Tocca tifare per squadre di serie D di qualche campionato africano ;-)

E' buona norma di sicurezza che la risposta alla domanda sia sempre
un'altra pw facile da ricordare, che non ha niente a che fare con la
domanda stessa.

Domanda: Come si chiama tua nonna materna?
Risposta: codice fiscale tuo o di chi ti pare

--
Bye, Yorgos
Galanterie: http://goo.gl/pTlgz
To send me an e-mail, please change cambronne with *****e
edevils 13 Set 2016 10:21
On 12/09/2016 10:14, Bowlingbpsl wrote:
> Leonardo Serni wrote:
>> On Sat, 10 Sep 2016 10:45:33 +0200, "STEFANO" <mailinv@lida.it>
>> wrote:
>
>> Arriva uno che si chiama pure lui stefano rossi, apre la mail su
>> gmail e gmail gli dice "Già preso, prova stefanorossi1968 at
>> gmail.com". Lui lo fa.
>
> A me e' successo, un 15 anni fa, di avere un'email dannatamente
> simile a quello di un poliziotto di Roma. Differiva solo da un
> minuscolo punto... che non tutti mettevano.

Almeno questo su gmail non potrebbe succedere. Se esiste già pi.ppo non
viene assegnato anche pippo, o viceversa. In pratica un indirizzo col
punto viene trattato come un alias del senza punto.

> Cosi' ricevevo messaggi
> (che all'inizio scambiavo per spam o virus) strambi e/o
> rincoglioniti, ma quando ha iniziato a scrivermi il suo avvocato, con
> una memoria difensiva... ho capito che era il caso di avvertirlo. Si
> e' scandalizzato molto, penso pero' che abbia cambiato email. Senza
> piu' punti. :-P


Sono successe anche a me cose simili.
TJL73 13 Set 2016 11:58
Sotto la pioggia, bagnato come un pulcino, "edevils" pigolava:

> Almeno questo su gmail non potrebbe succedere. Se esiste già pi.ppo
> non viene assegnato anche pippo, o viceversa. In pratica un indirizzo
> col punto viene trattato come un alias del senza punto.

E, proprio grazie a questa caratteristica, mi è stato possibile
utilizzare lo stesso account per registrare più contratti ENIweb con
la stessa mail, dato che questa società non consente di utilizzare lo
stesso indirizzo mail per intestatari differenti. Così, ho registrato
con "nome.cognome" il mio, con "nomecognome" quello dei miei e con
"nomecog.nome" quello di mia nonna. In questo modo, per ENI si tratta
di tre account differenti, ma per me è sempre lo stesso indirizzo mail.


Ciao,
un TJL73 che provò prima col "+" dopo l'account, ma a ENI non piaceva...

--
"Saggio è colui che cerca il sapere nell'esperienza,
furbo è chi lo cerca su Google."
-- EL (Jesper)
edevils 13 Set 2016 13:34
On 13/09/2016 11:58, TJL73 wrote:
> Sotto la pioggia, bagnato come un pulcino, "edevils" pigolava:
>
>> Almeno questo su gmail non potrebbe succedere. Se esiste già
>> pi.ppo non viene assegnato anche pippo, o viceversa. In pratica un
>> indirizzo col punto viene trattato come un alias del senza punto.
>
> E, proprio grazie a questa caratteristica, mi è stato possibile
> utilizzare lo stesso account per registrare più contratti ENIweb con
> la stessa mail, dato che questa società non consente di utilizzare lo
> stesso indirizzo mail per intestatari differenti. Così, ho registrato
> con "nome.cognome" il mio, con "nomecognome" quello dei miei e con
> "nomecog.nome" quello di mia nonna. In questo modo, per ENI si tratta
> di tre account differenti, ma per me è sempre lo stesso indirizzo
> mail.
>
>
> Ciao, un TJL73 che provò prima col "+" dopo l'account, ma a ENI non
> piaceva...

Come dici, può far comodo.

Una cosa a cui fare caso però è che quando si risponde a un
messaggio inviato a una variante con "punteggiatura" diversa, la
risposta risulterà comunque spedita dall'indirizzo Gmail base.
Probabilmente non è un problema nel tuo caso, ma in generale succede
questo: se Tizio ti scrive a nomecognome, l'email ti arriva lo stesso
sulla tua mailbox Gmail nome.cognome grazie al meccanismo particolare
di Gmail, ma se tu rispondi a Tizio la risposta risulterà inviata dal
mittente nome.cognome (se è quello il tuo indirizzo base), non da
nomecognome (l'indirizzo a cui Tizio aveva). Il che potrebbe creare
confusione in qualche caso.
Magari è solo una paranoia, ma a scanso di equivoci puoi andare nelle
Impostazioni Gmail e aggiungere anche nomecognome tra i tuoi
indirizzi mittente autorizzati. In Impostazioni- Account - Invia come -
Aggiungi un altro indirizzo che ti appartiene, DESELEZIONANDO la casella
"Tratta come un alias". Così facendo la risposta avrà automaticamente il
From "giusto" :)
_merlinO_ 14 Set 2016 12:48
edevils <use_replyto_address@devils.com> ha scritto:

[...]
> Può anche darsi che la procedura "semplificata" dipenda dal fatto che ha
> riconosciuto IP e browser con cui ero collegato fino a pochi momenti
> prima (avevo fatto logout e poi subito tentativo di login), non so.
> Comunque mi pare una debolezza nella sicurezza Gmail, considerando che
> c'è tanta gente che usa risposte "di sicurezza" statisticamente
> prevedibili (o addirittura conoscibili con poco sforzo) come appunto Per
> che squadra di calcio tifi? Milan!
> Tocca tifare per squadre di serie D di qualche campionato africano ;-)

GMail ha un lasco sui nomi spaventoso, motivo per cui paolo.rossi e paolorossi
sono considerati la stessa email. Negli anni mi è arrivato di tutto: pagelle,
fatture, relazioni di avvocati, ecc. solo perchè il server smistava
allegramente. E chissà le mie a chi saranno arrivate.
edevils 14 Set 2016 14:39
On 14/09/2016 12:48, _merlinO_ wrote:

> GMail ha un lasco sui nomi spaventoso, motivo per cui paolo.rossi e
> paolorossi sono considerati la stessa email. Negli anni mi è
> arrivato di tutto: pagelle, fatture, relazioni di avvocati, ecc. solo
> perchè il server smistava allegramente. E chissà le mie a chi
> saranno arrivate.

Se tu hai ricevuto mail indirizzate a qualcun altro, si vede che hanno
sbagliato a scrivere una lettera o un numero nell'indirizzo, ma non
dipende dal punto.

Proprio perché paolo.rossi e paolorossi su Gmail sono la stessa email,
non è possibile che esista un paolo.rossi diverso da paolorossi. Se
paolo.rossi è già registrato, non puoi registrare anche paolorossi.
I messaggi per paolo.rossi e paolorossi arrivano nella stessa casella,
d'accordo, ma entrambe le varianti appartengono alla stessa persona, non
a due persone, quindi no problem! :)

Sono invece gli altri provider email a consentire di registrare
sia paolo.rossi a Tizio sia paolorossi a Caio, ergo tutti i *****i che
ne possono derivare se chi ti scrive non fa caso al punto se c'è o non c'è.
ilChierico 15 Set 2016 09:43
On 14/09/2016 14:39, edevils wrote:

> Sono invece gli altri provider email a consentire di registrare
> sia paolo.rossi a Tizio sia paolorossi a Caio, ergo tutti i *****i che
> ne possono derivare se chi ti scrive non fa caso al punto se c'è o non c'è.

Veramente i *****i derivano dal fatto che il punto nel nome utente non
ci dovrebbe stare proprio.
Paperino 15 Set 2016 11:26
ilChierico ha scritto:
> edevils wrote:
>> Sono invece gli altri provider email a consentire di registrare
>> sia paolo.rossi a Tizio sia paolorossi a Caio, ergo tutti i *****i che
>> ne possono derivare se chi ti scrive non fa caso al punto se c'è o non c'è.
>
> Veramente i *****i derivano dal fatto che il punto nel nome utente non
> ci dovrebbe stare proprio.

Le RFC prevedono esplicitamente il caso.
Per dire, un indirizzo come:

Joe.POI_scappo(\"ma sono qui... ora\")@arturo.com

è perfettamente corretto, se non ho toppato qualcosa.
Come anche:

"Joe(io sono qui... ora)ma.POI_scappo"@arturo.com

[Sempre se non ho sbagliato la sintassi O:-)]

Eventuali *****i possono nascere con server o siti malconfigurati,
che alterano la local part di un indirizzo.

Bye, G.
ilChierico 15 Set 2016 18:10
On 15/09/2016 11:26, Paperino wrote:

> Le RFC prevedono esplicitamente il caso.

I miei ricordi ricordavano il contrario. Eccome se lo ricordano.
TJL73 15 Set 2016 20:31
Sotto la pioggia, bagnato come un pulcino, "ilChierico" pigolava:

>> Le RFC prevedono esplicitamente il caso.
>
> I miei ricordi ricordavano il contrario. Eccome se lo ricordano.

Le:
- RFC822, 6.2.4, pag. 31
- RFC2822, A.1.2, pag. 42
- RFC5322, A.1.2, pag. 45
(e, se non sbaglio, non ci sono stati ulteriori aggiornamenti)

riportano, quali esempi, alcuni indirizzi mail comprensivi del punto
nella parte "locale" dell'indirizzo.

AFAIK, il punto non può essere il primo o l'ultimo carattere della
parte locale e non possono essercene due o più consecutivi (a meno
che la parte locale non sia tra virgolette/doppi apici " ).


Ciao,
un TJL73 che, se no, l'80% delle mail aziendali sarebbero non valide...

--
"Quando tutto il resto fa fiasco, leggi le istruzioni."
-- Assioma di Cahn - da "La legge di Murphy"
TJL73 15 Set 2016 20:31
Sotto la pioggia, bagnato come un pulcino, "edevils" pigolava:

> Come dici, può far comodo.
>
> Una cosa a cui fare caso però è che quando si risponde a un
> messaggio inviato a una variante con "punteggiatura" diversa, la
> risposta risulterà comunque spedita dall'indirizzo Gmail base.

Vero. Questo l'avevo notato anch'io. ^_^

A me, più che altro, serviva per ricevere, in modo da "autenticare"
quegli indirizzi presso il fornitore del servizio e poter accedere al
suo portale, ricevendo tutte le varie comunicazioni su un unico
indirizzo.

Ad ogni modo, concordo con chi dice che il punto andrebbe gestito come
un carattere a tutti gli effetti: "nome.cognome" è un indirizzo ben
diverso da "nomecog.nome".

Vero è, però, che Google può dire che tutte le combinazioni comprensive
di uno o più punti sono alias tra loro, IMVHO, pertanto è tutto ben più
che legittimo.

Insomma... che sia il punto in mezzo o una stringa qualsiasi dopo il "+"
alla fine della parte "locale", secondo me, è una grande comodità (anche
se quest'ultima non è sempre accettata dagli altri mail provider).


Ciao,
un TJL73 che ne fa un uso moderato, ma costante e proficuo...

--
Rimango sempre stupito dalla capacità femminile
di reinterpretare la realtà...
edevils 15 Set 2016 22:25
On 15/09/2016 20:31, TJL73 wrote:
> Sotto la pioggia, bagnato come un pulcino, "ilChierico" pigolava:
>
>>> Le RFC prevedono esplicitamente il caso.
>>
>> I miei ricordi ricordavano il contrario. Eccome se lo ricordano.
>
> Le:
> - RFC822, 6.2.4, pag. 31
> - RFC2822, A.1.2, pag. 42
> - RFC5322, A.1.2, pag. 45
> (e, se non sbaglio, non ci sono stati ulteriori aggiornamenti)
>
> riportano, quali esempi, alcuni indirizzi mail comprensivi del punto
> nella parte "locale" dell'indirizzo.
>
> AFAIK, il punto non può essere il primo o l'ultimo carattere della
> parte locale e non possono essercene due o più consecutivi (a meno
> che la parte locale non sia tra virgolette/doppi apici " ).

Trovo questa tabella riassuntiva sui caratteri da non usare o da usare
con cautela (con spiegazione del perché!).
https://www.jochentopf.com/email/chars.html
Paperino 15 Set 2016 23:14
ilChierico ha scritto:
> Paperino wrote:
>> Le RFC prevedono esplicitamente il caso.
> I miei ricordi ricordavano il contrario. Eccome se lo ricordano.

Guardare le RFC pare brutto? O anche solo Wikipedia:
<https://en.wikipedia.org/wiki/Email_address#Local-part>
<https://en.wikipedia.org/wiki/Email_address#Common_local-part_semantics>

Bye, G.
ilChierico 16 Set 2016 00:11
On 15/09/2016 19:27, AleX wrote:

> non è che confondi con la virgola?

Non sequitur.

In principio il punto era vietato e basta. Poi è arrivato anche
gmail.it, eh.

Le *****ate che combina Gmail sono e restano *****ate anche se Gmai
avesse miliardi di utenti.

Per non parlar del vero motivo per non aprirsi una casella di posta su
Gmail e usare i servizi di Google nello stesso continuum.
ilChierico 16 Set 2016 00:14
On 15/09/2016 23:14, Paperino wrote:

> Guardare le RFC pare brutto? O anche solo Wikipedia:

Non ho un cervello positronico e anche l'avessi preferisco esercitarlo,
e l'ho pure specificato :-(((

Avanti un altro O;-)
Paperino 16 Set 2016 01:55
ilChierico ha scritto:
> Paperino wrote:
>> Guardare le RFC pare brutto? O anche solo Wikipedia:
> Non ho un cervello positronico e anche l'avessi preferisco
> esercitarlo, e l'ho pure specificato :-(((

Sì, ma il problema è e rimane tuo, così. A me non cambia
assolutamente niente nella vita, ma sbagli quando dici:

> In principio il punto era vietato e basta. Poi è arrivato
> anche gmail.it, eh.

Il punto non è mai stato vietato, sei tu che ricordi male,
e gmail segue le regole :-P
Poi pensala come vuoi, per carità...

> Avanti un altro O;-)

;-D

Bye, G.
edevils 16 Set 2016 10:55
On 16/09/2016 00:11, ilChierico wrote:
> On 15/09/2016 19:27, AleX wrote:
>
>> non è che confondi con la virgola?
>
> Non sequitur.
>
> In principio il punto era vietato e basta.

mclink è stato uno dei primi provider. Esamina gli indirizzi dei contatti
http://www.mclink.it/contatti/


> Poi è arrivato anche
> gmail.it, eh.

Che non c'entra nulla con gmail.com


> Le *****ate che combina Gmail sono e restano *****ate anche se Gmai
> avesse miliardi di utenti.

Gmail (quella vera .com, naturalmente) avrà pure i suoi difetti ma ha
rivoluzionato la webmail mentre altri sono ancora alla preistoria.
Il tutto viene fornito gratis, grazie alle pubblicità.
Poi, non ti piace, non usarla... de gustibus.


> Per non parlar del vero motivo per non aprirsi una casella di posta su
> Gmail e usare i servizi di Google nello stesso continuum.

E qual è? Larry Page ti profilerà per mostrarti ad mirati ai tuoi
interessi anziché a casaccio? Sai che tragedia, e comunque puoi
disabilitare.

Io mi preoccuperei di più dei provider che si fanno bucare.
https://www.oversecurity.net/2016/09/07/libero-mail-violato-il-database-degli-utenti/
TJL73 16 Set 2016 12:34
Sotto la pioggia, bagnato come un pulcino, "edevils" pigolava:

> Trovo questa tabella riassuntiva sui caratteri da non usare o da
> usare con cautela (con spiegazione del perché!).
> https://www.jochentopf.com/email/chars.html

Perfetto, ottima tabella riassuntiva, grazie. ;o)

D'altronde, se il punto era già contemplato nel 1982, nella prima RFC
relativa alle mail (come la concepiamo oggi, dato che nella RFC733 del
1977 non era praticamente nemmeno prevista la "@"), non è di certo nulla
inventato da Google, AOL, Yahoo!, McLink, Microsoft o chissà chi altro
(ché, nel 1982, le prime quattro nemmeno esistevano e l'ultima muoveva
appena i primi passi e in tutt'altra direzione).


Ciao,
un TJL73 e carta cantante...

--
"Per ogni problema complesso,
c'è sempre una soluzione semplice. Ed è sbagliata."
-- George Bernard Shaw
ilChierico 16 Set 2016 17:42
On 16/09/2016 10:55, edevils wrote:

> mclink è stato uno dei primi provider. Esamina gli indirizzi dei contatti
> http://www.mclink.it/contatti/

E cosa hai concluso dopo aver esaminato gli indirizzi nella pagina
citata? Vediamo se hai studiato. Mi sa di no ;-)

>> Poi è arrivato anche
>> gmail.it, eh.
>
> Che non c'entra nulla con gmail.com

Infatti lo citavo solo perchè registrare un dominio tipo gmail.it è
stata la furbata del millennio.

> Poi, non ti piace, non usarla... de gustibus.

Non è che non mi piace.

E poi ho saputo con orrore che se lavori nel ramo informatico i novelli
naviganti del web non ti considerano se non hai un indirizzo di posta
elettronica su Gmail, manco fossero i padroni del mondo :-)

>
>> Per non parlar del vero motivo per non aprirsi una casella di posta su
>> Gmail e usare i servizi di Google nello stesso continuum.
>
> E qual è? Larry Page ti profilerà per mostrarti ad mirati ai tuoi
> interessi anziché a casaccio? Sai che tragedia, e comunque puoi
> disabilitare.

Mah. E comunque senza avere un indirizzo su Gmail non associano tutto
quello che fai alla singola persona, e poi non è obbligatorio usare Google.

> Io mi preoccuperei di più dei provider che si fanno bucare.
>
https://www.oversecurity.net/2016/09/07/libero-mail-violato-il-database-degli-utenti/

Difatti questa volta è partita la mia risposta poco simpatica a tutti
quegli amici che si ostinano ad usare Libero pur avendo abbastanza soldi
per vivere e permettersi una casella di posta elettronica a Pago Pago,
l'isola dei soldi spesi bene, e pure un'automobile a testa, per non
parlare del PC e del telefono X-6

Domanda ******* se tutti gli utenti della Rete avessero solo indirizzi
aziendali o indirizzi privati a pagamento, cosa cambierebbe, IYHO? O non
cambierebbe niente? :-/
edevils 16 Set 2016 20:38
On 16/09/2016 17:42, ilChierico wrote:
> On 16/09/2016 10:55, edevils wrote:
>
>> mclink è stato uno dei primi provider. Esamina gli indirizzi dei contatti
>> http://www.mclink.it/contatti/
>
> E cosa hai concluso dopo aver esaminato gli indirizzi nella pagina
> citata? Vediamo se hai studiato. Mi sa di no ;-)

Non sono bravo a leggere il pensiero.
Ad ogni modo era solo un esempio. Fidati, gli indirizzi col punto si
usavano anche prima che Page e Brin fondassero Google, per non parlare
di Gmail.

>>> Poi è arrivato anche
>>> gmail.it, eh.
>>
>> Che non c'entra nulla con gmail.com
>
> Infatti lo citavo solo perchè registrare un dominio tipo gmail.it è
> stata la furbata del millennio.
>
>> Poi, non ti piace, non usarla... de gustibus.
>
> Non è che non mi piace.
>
> E poi ho saputo con orrore che se lavori nel ramo informatico i novelli
> naviganti del web non ti considerano se non hai un indirizzo di posta
> elettronica su Gmail, manco fossero i padroni del mondo :-)

Pensa te!

>>> Per non parlar del vero motivo per non aprirsi una casella di posta su
>>> Gmail e usare i servizi di Google nello stesso continuum.
>>
>> E qual è? Larry Page ti profilerà per mostrarti ad mirati ai tuoi
>> interessi anziché a casaccio? Sai che tragedia, e comunque puoi
>> disabilitare.
>
> Mah. E comunque senza avere un indirizzo su Gmail non associano tutto
> quello che fai alla singola persona, e poi non è obbligatorio usare Google.


Al limite puoi usare Google ma un altro account diverso.


>> Io mi preoccuperei di più dei provider che si fanno bucare.
>>
https://www.oversecurity.net/2016/09/07/libero-mail-violato-il-database-degli-utenti/
>>
>
> Difatti questa volta è partita la mia risposta poco simpatica a tutti
> quegli amici che si ostinano ad usare Libero pur avendo abbastanza soldi
> per vivere e permettersi una casella di posta elettronica a Pago Pago,
> l'isola dei soldi spesi bene, e pure un'automobile a testa, per non
> parlare del PC e del telefono X-6
>
> Domanda ******* se tutti gli utenti della Rete avessero solo indirizzi
> aziendali o indirizzi privati a pagamento, cosa cambierebbe, IYHO? O non
> cambierebbe niente? :-/

Cambierebbe che starebbero tutto il tempo a svuotare la mailbox piena.
Gmail ha rivoluzionato anche questo, spazio virtualmente illimitato:
svariati giga free mentre prima si contavano i megabyte.
Vabbe', dei limiti ci sono anche su Gmail ma molto alti. Sulla mailbox
Aruba associata all'hosting (a pagamento) invece devo pagare un extra
per avere un minimo di spazio in più.
Luca 17 Set 2016 22:44
edevils:

> Gmail (quella vera .com, naturalmente) avrà pure i suoi difetti ma ha
> rivoluzionato la webmail mentre altri sono ancora alla preistoria.
> Il tutto viene fornito gratis, grazie alle pubblicità.

https://www.youtube.com/watch?v=dx-cX7W03RI

--
Luca - e-mail: p.stevens at libero.it
ilChierico 20 Set 2016 16:38
On 16/09/2016 20:38, edevils wrote:

>> E cosa hai concluso dopo aver esaminato gli indirizzi nella pagina
>> citata? Vediamo se hai studiato. Mi sa di no ;-)
>
> Non sono bravo a leggere il pensiero.
> Ad ogni modo era solo un esempio. Fidati, gli indirizzi col punto si
> usavano anche prima che Page e Brin fondassero Google, per non parlare
> di Gmail.

Non ne dubito, dico soltanto che non me lo ricordo. Gli indirizzi di
Trento e Milano comunque sono stati aggiunti relativamente di recente,
con l'acquisizione di una centrale elettrica e di un ISP locale, mentre
Caldera... da quando esiste? E comunque anche lì prima di ampliarsi
MC-link ha dovuto tirar su i clienti uno per uno, visto che son partiti
praticamente dal niente.

>>>> Per non parlar del vero motivo per non aprirsi una casella di posta su
>>>> Gmail e usare i servizi di Google nello stesso continuum.
>>>
>>> E qual è? Larry Page ti profilerà per mostrarti ad mirati ai tuoi
>>> interessi anziché a casaccio? Sai che tragedia, e comunque puoi
>>> disabilitare.
>>
>> Mah. E comunque senza avere un indirizzo su Gmail non associano tutto
>> quello che fai alla singola persona, e poi non è obbligatorio usare
>> Google.

Veramente gli iniziati ai sacri misteri di Google dicono proprio il
contrario di quanto affermi tu.

Vabbè io finchè posso e pago, mi tengo mclink, poi chi lo sa che succederà.

>> Domanda ******* se tutti gli utenti della Rete avessero solo indirizzi
>> aziendali o indirizzi privati a pagamento, cosa cambierebbe, IYHO? O non
>> cambierebbe niente? :-/
>
> Cambierebbe che starebbero tutto il tempo a svuotare la mailbox piena.

Veramente ho imparato pure io il trucco: si possono spostare i messaggi
in locale usando Thunderbird, poi certo ti devi fare il tuo bel backup
del disco, ma con IMAP puoi perfino cancellare i messaggi che non ti
interessano, oltre allo spam, pensa un po' :-)))

Altrimenti chi ci deve guadagnare fa esattamente come Aruba e si fa
pagare la quota utente sul server. Anche MC-link lo fa, e finchè uno ha
i soldi può anche pagare per tenersi stretta la sua posta, poi
potrebbero anche esistere problemi un po' più gravi, tipo un bel default
dello stato o una b*****e malattia o un incidente stradale, però è bello
sapere come Google lava bene le coscienze ;-)

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